Un angolo di biodiversità come strumento di decolonizzazione e come vettore di azione politica e dialogo. Un giardino creolo, come l'identità delle persone forzatamente trapiantate dal proprio luogo di nascita per lavorare in stato di schiavitù.
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Catalogo ufficiale del Padiglione del Portogallo alla Biennale di Venezia, Greenhouse intreccia testi di artisti, curatori e teorici sui temi dell'ecologia, dell'identità, della storia e della diaspora in relazione alle pratiche artistiche contemporanee. Ideato dalle artiste-curatrici Mónica de Miranda, Sónia Vaz Borges e Vânia Gala e commissionato dalla DGArtes (Direzione Generale delle Arti) del Portogallo, Greenhouse è un omaggio ai terreni privati curati dagli schiavi come atto di resistenza e sopravvivenza, un'antitesi alle monoculture e all'egoismo coloniale. Guardando alla terra come vettore del pensiero e della pratica decoloniale, su ispirazione di Amílcar Cabral, l'agronomo e leader della lotta di liberazione in Guinea-Bissau e Capo Verde, Greenhouse riunisce le narrazioni storiche della liberazione, esaminando le pratiche decoloniali contemporanee e l'immaginazione di futuri possibili nel contesto dell'Antropocene e delle continue lotte contro il razzismo strutturale e per il risarcimento storico. I testi si intrecciano con le immagini del giardino creolo allestito all'interno dello spazio espositivo, che combina arte visiva, commentario storico e azione coreografica attingendo a tematiche di ecologia, decolonizzazione, diaspora e migrazione.
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Monographs
Mostre
Description
*Greenhouse : art, ecology & resistance Milano : Skira, 2024 167 p. : ill. ; 28 cm
Note
Catalogo della partecipazione del Portogallo alla 60. Esposizione internazionale d'arte tenuta a Venezia nel 2024.