Venezia Giulia non esiste più. Tra Alpe e Mare era formata da sei provincie: Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume, Zara. Due tremende guerre mondiali e un insieme di guerre civili hanno frantumato legami antichi di lingue e culture miste, fino a ingoiare nella storia, come oscure voragini carsiche, la metà di questo territorio.
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Il 10 febbraio 1947, con il Trattato di pace imposto dalle grandi potenze alleate, Francia, Inghilterra, Stati Uniti d'America e Unione Sovietica hanno umiliato questa parte d'Italia, la sua intelligenza e il suo lavoro, costringendo all'esodo oltre trecentomila cittadini, prevalentemente di lingua italiana, disperdendoli in una diaspora per tutta la penisola, nell'emigrazione al di là dell'Oceano Atlantico, in Australia e in varie parti dell'Europa. Resta la memoria, dei vivi e dei morti. Da oltre settant'anni attendono che l'ideale che fu dei Tommaseo, dei Gioberti, dei Mazzini e di ogni europeista si ricomponga e l'unità nella diversità si apra al multiculturalismo, e la pace del pluralismo si affermi in tutta la sua aspirazione a uno scambio di nuova civiltà.
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*Terre perse : l'amputazione della Venezia Giulia : 8 settembre 1943-10 febbraio 1947 / Ulderico Bernardi ; prefazione di Edoardo Pittalis [Villorba] : Biblioteca dei Leoni, 2021 143 p. : ill. ; 24 cm