Nel quadro delle celebrazioni per il centenario della nascita di Goliarda Sapienza (1924-1996), questo volume intende mettere in luce un aspetto essenziale, sebbene ancora parzialmente inesplorato, della sua opera: il rapporto costante e fecondo tra la sua scrittura e le diverse arti che amava e/o praticava attivamente (teatro, cinema, pittura ecc.).
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L’idea di performance, nel senso scenico del termine, si intreccia con quella di una performatività del sé attraverso la scrittura, che diventa il luogo, mediante l’orchestrazione delle voci e dei corpi, della messa in gioco di un io plurale, multiforme e inclassificabile. Se i testi di Goliarda Sapienza si nutrono, a monte, delle influenze di altre arti, occorre considerare anche il modo in cui la sua opera, a partire dalla riscoperta postuma del romanzo L’arte della gioia nel 2005, continua a suscitare, presso artisti contemporanei, processi di rimediazione e di espansione transmediale.