Nell'autunno del 1550, in piena epoca delle grandi scoperte, un funzionario della Serenissima, Giovanni Battista Ramusio, dà alle stampe in forma anonima Navigationi et Viaggi.
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Il contenuto sono decine di carte e di diari di viaggio pazientemente rintracciati in tutta Europa attraverso la diplomazia e lo spionaggio nelle corti delle potenze mercantili: un vero tesoro, che comprende, fra il resto, le dettagliate relazioni dello studioso e diplomatico Leone Africano e i resoconti di Marco Polo riveduti e sistemati da Ramusio stesso, pubblico ufficiale, ma anche grande umanista in contatto con tutte le menti più eccelse del Rinascimento italiano. Con uno stile incalzante e avvincente, Andrea di Robilant racconta la storia di un uomo che ha usato le sue notevoli capacità politiche per rendere accessibile la conoscenza e mostrare come il mondo fosse ben più vasto di quanto non si pensasse, segnando, con la sua opera, la nascita della geografia moderna.