La scrittura di Fontana è sempre provocaazione, pretesto, «luogo da trasfigurare, primo territorio d’azione da riperimetrare, in termini di spazio e di tempo» (così afferma il poeta poliartista nell’esordio del suo Manifesto sulla poesia epigenetica).
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E anche se manca la performance, i pretesti contenuti in questa raccolta si trasformano in avvolgente poesia: Controcanti è infatti una scatola sonora da cui scaturiscono immagini e suoni, inni e anagrammi, invocazioni e imprecazioni, scherzi e lazzi. Controcanti è il disegno melodico raffinato sovrastante o sottostante il suono di miele, quel conturbante canto delle sirene di là da venire, perché la performance è solo prefigurata. La parola poietica di Fontana è potentissima: i suoni – le voci – emergono densi dalle pagine-scatole sonore, colmano lo spazio fino alla soffocazione tanto è grande la loro «capacità espansiva»; le parole vanno a rivestire l’abisso – parafrasando Ripellino di cui sono citati, in epigrafe, due versi tratti dalla poesia Ma non si accorgono nemmeno – e tessono un ordito fitto, avvolgente come la nebbia.
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Testo a stampa (moderno)
Monographs
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*Controcanti : testi per musica / Giovanni Fontana ; con un saggio di Barbara Meazzi Venezia : Molesini, 2024 514 p. ; 19 cm.