Seguendo le tracce di alcuni protagonisti della Scuola ciandelliana, sviluppatasi dalla figura del violoncellista Gaetano Ciandelli, attraverso illustri maestri, si giunge a Vincenzo Lombardi, il maestro di canto che segnò il punto di svolta nella carriera di Enrico Caruso.
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Il grande Tenore, pur non essendo allievo diretto di Ciandelli, rappresenta un esito altissimo della tradizione musicale napoletana e un simbolo della sua diffusione nel mondo. Attraverso l’attività e la fortuna di Caruso, gli autori riflettono sul ruolo delle scuole italiane nella formazione di interpreti capaci di imporsi sulla scena internazionale e sul modo in cui la musica italiana – lirica e strumentale – ha influenzato in profondità il gusto e la produzione artistica nei paesi europei e latino-americani. La prospettiva si estende quindi al rapporto tra musica e arti nel Novecento, con particolare attenzione a come il modello italiano venne recepito, trasformato e integrato nei nuovi contesti culturali, dando vita a espressioni originali e feconde.