Il volume propone un’analisi dell’esperienza drammaturgica femminile nella letteratura italiana, tra Cinquecento e Seicento. La dimensione letteraria del testo teatrale è osservata sia nella sua specificità formale sia nelle sue aperture verso gli altri generi e linguaggi, in rapporto agli ambienti e ai progetti culturali interessati.
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Interrogandosi su alcuni momenti della storia della letteratura delle donne e su un particolare intreccio tra forme poetiche e teatrali, l’analisi si sofferma sull’opera di Isabella Andreini, Valeria Miani e Margherita Costa, scelte come casi studio delle convergenze tra le due dimensioni, soprattutto per la loro capacità di codificare una voce drammatica femminile.