Fuori dove? Fuori dalla cerchia della musica colta europea e dalla sua narrazione stereotipata. Fuori dal mainstream della musica popular angloamericana e dal suo etnocentrismo. Fuori, in generale, dagli orizzonti ristretti dei discorsi quotidiani sulla musica, alimentati dai media, dal marketing discografico, dagli uffici stampa.
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Fuori dalla convinzione che “su Spotify c’è tutto”, e se qualcosa non c’è è perché non ne vale la pena. Fuori dai luoghi comuni che riempiono la bocca, come “la musica è un linguaggio universale”. Là fuori c’è tantissima musica, vissuta da miliardi di persone, interessante, appassionante. Basta avere la curiosità e il coraggio di ascoltare, di guardare. Dedicato a Philip Tagg, un grande scopritore di musiche e di teorie sulla musica, questo libro è un telescopio puntato su universi musicali da rintracciare, e sulle loro possibili interpretazioni.