Glenn Gould è conosciuto, oltre che per essere stato uno straordinario pianista, anche e soprattutto per le sue stravaganze, per le sue manie ed idiosincrasie; raramente, come è invece accaduto nel suo caso, i vezzi personali hanno influenzato il giudizio artistico, persino estetico.
[...]
In questo saggio si cerca di dimostrare quanto sia invece importante inquadrare correttamente, di là dalla dubbia agiografia, la figura di Glenn Gould, non solo pianista, ma intellettuale a tutto tondo, capace di una visione globale dei fatti musicali e culturali. La sua passione, di certo precorritrice dei tempi, per i mezzi di comunicazione di massa lo ha portato a scelte radicali (quali, per esempio, l abbandono della vita concertistica in favore delle registrazioni discografiche) che risultano chiare, sino alle più estreme conseguenze, solo se inquadrate in un sistema estetico dall'interna coerenza. È stato facile – fingendo di non capire l essenza rivoluzionaria dell'arte di Gould – definirlo pianista di “genio e sregolatezza”: in tal modo, s è indubbiamente smorzato il messaggio di radicale rottura ed insofferenza verso le forme sino ad allora codificate della comunicazione, sia essa musicale o mediatica. Questo libro cerca di evidenziare la globalità dell'azione musicale dell'artista canadese, analizzando a questo scopo non solo i capisaldi della sua arte interpretativa, ma anche alcune tra le numerose produzioni pensate da Gould per la radio e per la televisione.