In quello che fu il rione dell'Isolo a Verona sorge una chiesa che conserva tesori di inestimabile valore. Essa era il centro della vita del monastero di Santa Maria in Organo, proprietario nel medioevo di terre e beni in tutto il Veronese. Dal XIV secolo il monastero fu affidato all'ordine degli Olivetani che lo ricostruirono demolendo l'antico.
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Gli Olivetani furono promotori anche della trasformazione della chiesa da romanica a rinascimentale aggiungendo le cappelle laterali, rialzando la cupola e il presbiterio. Ideatore di questa trasformazione fu fra Giovanni da Verona, uomo di vasta cultura, artista geniale e poliedrico (architetto, scultore, intarsiatore, miniatore e maestro di prospettiva). Egli disegnò anche il nuovo campanile, le cappelle e la celeberrima sagrestia, definita da Vasari "la più bella che fusse in tutta Italia". Aprì nel convento una fiorente scuola di tarsia e con l'aiuto degli allievi religiosi e laici realizzò il candelabro, il coro ligneo e il suo capolavoro, la spalliera della sagrestia.
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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Descrizione
La *chiesa di Santa Maria in Organo : guida storico-artistica / Luciano Rognini. - 2. ed Caselle di Sommacampagna : Cierre edizioni, 2016 98 p. : ill. ; 22 cm
Note
Seconda edizione riveduta, aggiornata e ampliata nel testo, nelle foto e nell'indice degli artisti; pubblicazione promossa dalla Parrocchia